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M.R. Tratto da "Cronache Parlamentari Siciliane"
Alla Magione di Palermo e a Gela, le opere dell'artista siciliano
Manzo, scultore del sacro (2/3)
Alla Magione di Palermo e a Gela, le opere dell'artista siciliano
Manzo, scultore del sacro (2/3)
Lo scultore termitano si muove con grande maestria verso i segni di una espressività
proiettata alla ricerca di emotività operativa. "Quelli come Manzo – afferma il critico Renato Angeli – sono uomini che non hanno paura di rimanere nella tradizione figurativa e s'ispirano, a forme ed espressioni del passato, rielaborandone il linguaggio con nuovi vocaboli creati dalla loro fantasia e sensibilità". Risente di questo modo di operare il "Crocefisso" ligneo del 65, che ripercorre i temi dell'umano e del divino.
Per Manzo il cammino dell'uomo è simile a quello di Dio. A questa concezione appunto si rifanno le "Vie Crucis" realizzate dallo scultore siciliano, che si trovano nelle chiese
palermitane della Magione, di San Michele e nella chiesa parrocchiale del rione Aldisio di Gela. Un plasticismo amplificato dalle volumetrie dei corpi e dai sobri temi chiaroscurali viene fuori osservando le 14 stazioni che compongono la via Crucis ospitata nella chiesa della Magione a Palermo.
Manzo si appropria con semplicità e compostezza di sfumature ed esperienze di quegli artisti siciliani che sono vissuti fuori dalla Sicilia, ma nello stesso tempo si spinge nell'avventura futurista per raggiungere una equilibrata armonia.
proiettata alla ricerca di emotività operativa. "Quelli come Manzo – afferma il critico Renato Angeli – sono uomini che non hanno paura di rimanere nella tradizione figurativa e s'ispirano, a forme ed espressioni del passato, rielaborandone il linguaggio con nuovi vocaboli creati dalla loro fantasia e sensibilità". Risente di questo modo di operare il "Crocefisso" ligneo del 65, che ripercorre i temi dell'umano e del divino.
Per Manzo il cammino dell'uomo è simile a quello di Dio. A questa concezione appunto si rifanno le "Vie Crucis" realizzate dallo scultore siciliano, che si trovano nelle chiese
palermitane della Magione, di San Michele e nella chiesa parrocchiale del rione Aldisio di Gela. Un plasticismo amplificato dalle volumetrie dei corpi e dai sobri temi chiaroscurali viene fuori osservando le 14 stazioni che compongono la via Crucis ospitata nella chiesa della Magione a Palermo.
Manzo si appropria con semplicità e compostezza di sfumature ed esperienze di quegli artisti siciliani che sono vissuti fuori dalla Sicilia, ma nello stesso tempo si spinge nell'avventura futurista per raggiungere una equilibrata armonia.


