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Guido Di Stefano - Tratto da "La Theotokos nell’arte contemporanea"
(Theotokos in contemporary art)
Agosto / August – Settembre / September 1988 Santuari di Tindari
Edizioni Serpotta
(Theotokos in contemporary art)
Agosto / August – Settembre / September 1988 Santuari di Tindari
Edizioni Serpotta
Alessandro Manzo (1/2)
…Sorpresa,dunque,e
conforto ci dà la scoperta di questa “Via
Crucis”,che nelle sue quattordici formelle narra,come in
quattordici sonetti,il suo poema di dolore e di morte,con una
intensità ed una castità veramente esemplari.
L’arte sacra è dunque viva nell’arte degli artisti
“vivi”;né potrebbe essere diversamente.
…L’arte
ha invece bisogno,diciamo così,di affinità elettive; la
ponderata scelta e la fiducia del committente sono vivificanti fattori
della creazione artistica. – Ma non divaghiamo più a
lungo; siamo proprio di fronte ad un’opera,che nasce da simile
fecondo incontro di valori umani,dalla scelta e dalla fiducia
dell’architetto che ha restaurato la chiesa e dall’ispirata
devozione artistica dello scultore prescelto. Ne è nata
un’opera,che senza le reticenze che sogliono accompagnare il
giudizio sulle opere contemporanee,possiamo affermare un’opera
d’arte. Ritroviamo infatti in ogni “Stazione” di
questa “Via Crucis” quell’interno battito vitale,quel
moto alterno tra il sentimento e la forma verisimile(per aderenza a
quel “vero”),che è il carattere dinamico di ogni
vera opera d’arte,la sua vita il suo equilibrio.


