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Guido Di Stefano - Tratto
da "La Giara" anno IV n°4
Rassegna Siciliana della Cultura
dell'Arte della Scuola
Una Via Crucis e un artista (2/5)
L'arte sacra è dunque viva nell'arte degli artisti "vivi"; né potrebb'essere diversamente.
Questa ovvia constatazione è una rampogna per tutti i committenti di poca fede che, eludendo i "vivi", si rivolgono pavidamente ai "morti", e fanno così credere morta anche l'arte sacra.
Ma questo non è che un aspetto dell'odierna crisi del committente, che oggi quasi non esiste più o che si personifica nei pubblici uffici, le cui scelte non possono, nella maggior parte dei casi, esser frutto di un incerto e impersonale compromesso sulla base del più diffuso gusto medio.
L'arte ha invece bisogno, diciamo così, di affinità elettive; la ponderata scelta e la fiducia da parte del committente sono vivificanti fattori della creazione artistica. Ma non divaghia mo più a lungo; siamo proprio di fronte ad un'opera, che nasce da un simile fecondo incontro di valori umani, dalla scelta e dalla fiducia dell'architetto che ha restaurato la chiesa e dall'ispirata devozione artistica dello scultore prescelto. Ne è nata un'opera, che senza le reticenze che sogliono accompagnare il giudizio sulle opere contemporanee, possiamo affermare opera d'arte.
Questa ovvia constatazione è una rampogna per tutti i committenti di poca fede che, eludendo i "vivi", si rivolgono pavidamente ai "morti", e fanno così credere morta anche l'arte sacra.
Ma questo non è che un aspetto dell'odierna crisi del committente, che oggi quasi non esiste più o che si personifica nei pubblici uffici, le cui scelte non possono, nella maggior parte dei casi, esser frutto di un incerto e impersonale compromesso sulla base del più diffuso gusto medio.
L'arte ha invece bisogno, diciamo così, di affinità elettive; la ponderata scelta e la fiducia da parte del committente sono vivificanti fattori della creazione artistica. Ma non divaghia mo più a lungo; siamo proprio di fronte ad un'opera, che nasce da un simile fecondo incontro di valori umani, dalla scelta e dalla fiducia dell'architetto che ha restaurato la chiesa e dall'ispirata devozione artistica dello scultore prescelto. Ne è nata un'opera, che senza le reticenze che sogliono accompagnare il giudizio sulle opere contemporanee, possiamo affermare opera d'arte.


