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» Recenzioni critiche

Indice critica
Francesco Giunta - Tratto da Opera Salesiana “Antonietta e S. Aldisio”
Parrocchia S. Domenico Savio  -  Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.

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Nel panorama piuttosto consistente e vivace del mondo artistico siciliano dell’ultimo mezzo secolo, possiamo dire che la scultura ha avuto ed ha una sua stagione felice. Ancorata ad una valida tradizione a cavallo del Novecento, con maestri qualificati quali Mario Rutelli, Benedetto Civiletti, Antonio Ugo, Domenico Trentacoste, Ettore Ximenes, e così via, e sulla scia di un insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Palermo tenuto da Archimede Campini, a partire dagli anni Trenta la fioritura di un nuova scultura in Sicilia poggia su artisti quanto mai significativi, che, come nella pittura, hanno inciso sul piano dell’arte nazionale. Anche qui si sono annoverate emigrazioni qualificate quali quelle di Emilio Greco e Salvatore Messina.
Ma altri, di questa stessa generazione trapiantatasi a Roma o a Milano, sono rimasti ad operare nell’isola con una costanza ed un’abnegazione che vanno a loro merito. Molti si sono abbarbicati al solido tronco, anche didattico, dell’Accademia palermitana, come Giovanni Rosone e Benedetto De Lisi jr, Silvestre Cuffaro e Giuseppe De Caro, Nino Geraci e Luigi Prestipino, sostanziando una ricerca quasi corale che ha dato copiosi frutti. Storia a sé fanno i termitai Filippo Sgarlata ed Alessandro Manzo.


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