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Aldo Gerbino - Tratto da Opera Salesiana “Antonietta e S. Aldisio”
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
(8/18)
Alla mostra milanese dell’Istituto Europeo di Storia d’Arte (1966) curata da Gabriel Mandel, Manzo figura con due opere: una “Testa” in legno (cm. 27 x 23 x 17) e un bronzo “Il Cristo oltraggiato” (cm. 63 x 24 x 18) nelle quali l’essenzializzazione – espressa da Corrieri – raggiunge i vertici di una riduzione plastica che accentua la dolorosa partitura psicologica del simbolo divino ed umano tutto compreso tra le linee triangolari del volto e l’angolatura del braccio con l’avambraccio che non è soltanto scudo verso il mondo che lo calpesta ma fraterno invito all’abbraccio e al perdono. Alla mostra partecipano i più qualificati nomi della scultura italiana contemporanea: da Pericle Fazzini ad Emilio Greco, da Giacomo Manzù a Marino Marini, a Marino Mazzacurati, da Giuseppe Mazzullo ad Arnaldo e Giò Pomodoro fino al “silenzioso” siciliano Giovanni Rosone.
Alla mostra milanese dell’Istituto Europeo di Storia d’Arte (1966) curata da Gabriel Mandel, Manzo figura con due opere: una “Testa” in legno (cm. 27 x 23 x 17) e un bronzo “Il Cristo oltraggiato” (cm. 63 x 24 x 18) nelle quali l’essenzializzazione – espressa da Corrieri – raggiunge i vertici di una riduzione plastica che accentua la dolorosa partitura psicologica del simbolo divino ed umano tutto compreso tra le linee triangolari del volto e l’angolatura del braccio con l’avambraccio che non è soltanto scudo verso il mondo che lo calpesta ma fraterno invito all’abbraccio e al perdono. Alla mostra partecipano i più qualificati nomi della scultura italiana contemporanea: da Pericle Fazzini ad Emilio Greco, da Giacomo Manzù a Marino Marini, a Marino Mazzacurati, da Giuseppe Mazzullo ad Arnaldo e Giò Pomodoro fino al “silenzioso” siciliano Giovanni Rosone.


