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Aldo Gerbino - Tratto da Opera Salesiana “Antonietta e S. Aldisio”
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
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Ne sono illuminante esempio le “Vie Crucis” realizzate dal Manzo (“Via Crucis” della Chiesa Monumentale La Magione di Palermo, 1954; “Via Crucis” della Chiesa parrocchiale di San Michele di Palermo, 1955; “Via Crucis” della Chiesa parrocchiale Rione Aldisio di Gela, 1957;”Via Crucis” per la Chiesa di San Raffaele Arcangelo di Palermo, 1958; “Via Crucis” Borgo Enrico La Loggia di Agrigento, 1959; “Via Crucis” Chiesa dei Cappuccini di Partitico, 1960; “Via Crucis” Parrocchia di Santa Lucia di Palermo, 1963; “Via Crucis” per la Chiesa Monumentale di Castelbuono, 1970).
Di particolare interesse, e per la bellezza e compostezza delle forme e per il trasporto religioso che ne traspare, sono le stazioni della “Via Crucis” posta nella storica Chiesa della Real Magione di Palermo, monumento del XII secolo, voluto dal Cancelliere Matteo D’Ajello, e che fu, nell’ultimo conflitto mondiale, la più danneggiata delle chiese normanne.
In queste 14 stazioni il plasticismo è amplificato oltre che dalle volumetrie dei corpi e dai toni chiaroscurali, dal procedere delle linee e da una non eccessiva cadenza figurativa che appare priva di ridondanze e di inutili arricchimenti.
Ne sono illuminante esempio le “Vie Crucis” realizzate dal Manzo (“Via Crucis” della Chiesa Monumentale La Magione di Palermo, 1954; “Via Crucis” della Chiesa parrocchiale di San Michele di Palermo, 1955; “Via Crucis” della Chiesa parrocchiale Rione Aldisio di Gela, 1957;”Via Crucis” per la Chiesa di San Raffaele Arcangelo di Palermo, 1958; “Via Crucis” Borgo Enrico La Loggia di Agrigento, 1959; “Via Crucis” Chiesa dei Cappuccini di Partitico, 1960; “Via Crucis” Parrocchia di Santa Lucia di Palermo, 1963; “Via Crucis” per la Chiesa Monumentale di Castelbuono, 1970).
Di particolare interesse, e per la bellezza e compostezza delle forme e per il trasporto religioso che ne traspare, sono le stazioni della “Via Crucis” posta nella storica Chiesa della Real Magione di Palermo, monumento del XII secolo, voluto dal Cancelliere Matteo D’Ajello, e che fu, nell’ultimo conflitto mondiale, la più danneggiata delle chiese normanne.
In queste 14 stazioni il plasticismo è amplificato oltre che dalle volumetrie dei corpi e dai toni chiaroscurali, dal procedere delle linee e da una non eccessiva cadenza figurativa che appare priva di ridondanze e di inutili arricchimenti.


