» Recenzioni critiche | Indice critica |
Aldo Gerbino - Tratto da Opera Salesiana “Antonietta e S. Aldisio”
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
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Ed è la figura di Francesco che lo sollecita più volte (“San Francesco che riceve le stimmate”;”San Francesco e Frate lupo”; “San Francesco in estasi”).
Proprio nell’”Estasi di San Francesco” la levità plastica ottenuta dal bronzo segna il tempo della speranza, la didascalia è ridotta all’essenziale, la luce che batte stanca sulla lastra richiama i motivi di una limpida attesa.
Altre volte, come gli elementi delle transenne per il “Monumento a Vittorio E. Orlando”(Palermo, 1957), gli stilemi diventano più vorticanti, i piani vengono a sovrapporsi e a stratificarsi fino a risoluzioni che ricordano codici formali dell’ultimo futurismo; altre volte, nel superamento di un novecentismo di maniera (si veda”Il sacrificio di Salvo D’Acquisto”, altorilievo presso il Museo storico della Liberazione in Roma, 1973), vibra il corpo dell’eroe che campeggia lo spazio con lo sguardo fisso al cielo, testimone del suo sacrificio. Cornice al suo martirio gli elementi simbolo della sua breve ma ricca storia terrena: la triste storia di Palidoro, dove D’Acquisto fu giustiziato, una folla che, a bandiera spiegata, rinsaldata in uno spirito di cristianità e fraternità, conquista la pace per percorrere un nuovo itinerario storico.
Ed è la figura di Francesco che lo sollecita più volte (“San Francesco che riceve le stimmate”;”San Francesco e Frate lupo”; “San Francesco in estasi”).
Proprio nell’”Estasi di San Francesco” la levità plastica ottenuta dal bronzo segna il tempo della speranza, la didascalia è ridotta all’essenziale, la luce che batte stanca sulla lastra richiama i motivi di una limpida attesa.
Altre volte, come gli elementi delle transenne per il “Monumento a Vittorio E. Orlando”(Palermo, 1957), gli stilemi diventano più vorticanti, i piani vengono a sovrapporsi e a stratificarsi fino a risoluzioni che ricordano codici formali dell’ultimo futurismo; altre volte, nel superamento di un novecentismo di maniera (si veda”Il sacrificio di Salvo D’Acquisto”, altorilievo presso il Museo storico della Liberazione in Roma, 1973), vibra il corpo dell’eroe che campeggia lo spazio con lo sguardo fisso al cielo, testimone del suo sacrificio. Cornice al suo martirio gli elementi simbolo della sua breve ma ricca storia terrena: la triste storia di Palidoro, dove D’Acquisto fu giustiziato, una folla che, a bandiera spiegata, rinsaldata in uno spirito di cristianità e fraternità, conquista la pace per percorrere un nuovo itinerario storico.


