» Recenzioni critiche | Indice critica |
Aldo Gerbino - Tratto da Opera Salesiana “Antonietta e S. Aldisio”
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
(12/18)
A queste certezze Alessandro Manzo concorre sempre con le sue linee la cui equilibrata armonia va affiorando in un dinamismo teso soprattutto a significare una sua predisposizione al dettato psicologico.
E questo dettato si connota se il corpo viene ridotto dallo scultore a nucleo primordiale di forza e ancora a simbolo. Nella sua ricerca plastica Manzo richiama i motivi che esulano dalle contingenze, quasi una fuga dalla realtà e percorre così le strade della trascendenza.
Manzo è anche artista che si approfonda nel dato reale, esaltandosi della materia, palpando il corpo molle del legno o le valenze guizzanti del bronzo. In questa plasmabilità si attuano i percorsi del reale: la scoperta del corpo è, in fondo, scoperta di se stessi; l’analisi di esso è proiezione delle quotidiane sofferenze, è raccolta significativa degli eventi che hanno caratterizzato l’esistenza.
A queste certezze Alessandro Manzo concorre sempre con le sue linee la cui equilibrata armonia va affiorando in un dinamismo teso soprattutto a significare una sua predisposizione al dettato psicologico.
E questo dettato si connota se il corpo viene ridotto dallo scultore a nucleo primordiale di forza e ancora a simbolo. Nella sua ricerca plastica Manzo richiama i motivi che esulano dalle contingenze, quasi una fuga dalla realtà e percorre così le strade della trascendenza.
Manzo è anche artista che si approfonda nel dato reale, esaltandosi della materia, palpando il corpo molle del legno o le valenze guizzanti del bronzo. In questa plasmabilità si attuano i percorsi del reale: la scoperta del corpo è, in fondo, scoperta di se stessi; l’analisi di esso è proiezione delle quotidiane sofferenze, è raccolta significativa degli eventi che hanno caratterizzato l’esistenza.


