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Aldo Gerbino - Tratto da Opera Salesiana “Antonietta e S. Aldisio”
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
Parrocchia S. Domenico Savio - Gela
La Via Crucis di Alessandro Manzo a Gela - Cultura Figurativa Nel Secondo Dopoguerra E Sacro Nell’Arte - A cura di Gesualdo Ventura
Sotto l’Alto patrocinio del Sig. Ministro della P.I.
(11/18)
Questa percezione per Manzo, come lo fu anche per un altro scultore a lui prossimo, Cosmo Sorgi, è coscienza di quei valori che sono irrinunciabili per l’uomo e per l’artista, cioè di quei valori che conducono l’arte e l’uomo verso i segni di una catarsi spirituale.
Se naturalismo, verismo, futurismo, portarono a soluzioni di estrema irrequietezza creativa la ricerca del secondo dopoguerra in Sicilia cominciò ad essere significata da una voluta pausa di riflessione, tendente, almeno in Manzo, ad abbandonare i toni estremamente tesi che già avevano trovato in Bloy, in Rouault modelli di una esasperata visione del mondo.
Manzo cerca una “levità” alla sua religione; il misticismo cui egli fa riferimento è profanazione di fede, è contemplazione dell’uomo nel divino; la sua fede è parametro, che più che formarsi attraverso la corrosione del peccato, si stratifica con l’acquisizione delle “certezze” della religione
Questa percezione per Manzo, come lo fu anche per un altro scultore a lui prossimo, Cosmo Sorgi, è coscienza di quei valori che sono irrinunciabili per l’uomo e per l’artista, cioè di quei valori che conducono l’arte e l’uomo verso i segni di una catarsi spirituale.
Se naturalismo, verismo, futurismo, portarono a soluzioni di estrema irrequietezza creativa la ricerca del secondo dopoguerra in Sicilia cominciò ad essere significata da una voluta pausa di riflessione, tendente, almeno in Manzo, ad abbandonare i toni estremamente tesi che già avevano trovato in Bloy, in Rouault modelli di una esasperata visione del mondo.
Manzo cerca una “levità” alla sua religione; il misticismo cui egli fa riferimento è profanazione di fede, è contemplazione dell’uomo nel divino; la sua fede è parametro, che più che formarsi attraverso la corrosione del peccato, si stratifica con l’acquisizione delle “certezze” della religione


